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Si, hai capito bene, nel tuo studio c’è un mostro, e tu lo sai benissimo perché senti la sua presenza ma non riesci a vederlo.

Un orribile mostro che vive all’ombra dei tuoi pensieri, e al calar delle tenebre senza che tu te ne possa render nemmeno conto, si avventa sulle tue paure per fagocitarle.

I tuoi guadagni e la tua crescita professionale sono il suo cibo prediletto!

Se mi segui scoprirai come riconoscerlo e come annientarlo definitivamente, così potrai tornare libero di far crescere la tua carriera, i tuoi guadagni e la tua fama ben oltre quello che ad oggi ti sembrano dei limiti insormontabili.

Lo so che può sembrare tutto così effimero -ora mancava solo che parlavamo di mostri- ma è anche vero che tu sai benissimo che nonostante sei un ottimo professionista, competente e preparato, dopo tutto il lavoro che fai, non ti viene riconosciuto il giusto valore per quello che realmente sei.

Mi spiego meglio.

Il mostro di cui ti voglio parlare in questo post è nel tuo studio, e tu lo sai perché ne senti la presenza, senti la sua energia remare contro la tua volontà, i tuoi intenti e le tue aspirazioni, ma non riesci a scoprire dov’è e a capire cos’è.

E non è colpa tua, perché in effetti il mostro non ha una forma definita, ma prende la forma dei tuoi pensieri, si ciba dalle tue preoccupazioni da cui viene alimentato per diventare sempre più forte.

Si, tipo un film di fantascienza, il mostro viene alimentato da te, si nutre delle tue paure ed è estremamente ghiotto del tuo successo. Ragione per cui continua con tutte le sue forze a corrodere inesorabilmente l’aurea di prestigio che aleggia intorno al tuo studio.

E sai come fai a capire la sua forza?

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Come vincere il tuo Gran Premio di chirurgia estetica senza rinunciare a ciò che fai.

Danno da errore blefaroplastica.

Michele è un’affermato professionista Milanese nel campo della finanza.

Ha dedicato la sua vita alla carriera e al lavoro sacrificando la famiglia.
L’aspetto del suo volto è sempre stato molto piacevole e sensuale ed è sempre stato oggetto di piacevoli apprezzamenti da parte delle colleghe.

Il punto debole del suo volto era l’aspetto delle palpebre: in particolare quelle superiori apparivano appesantite per la presenza di pelle in eccesso.

Le palpebre inferiori apparivano gonfie e le davano un aspetto stanco ed arrabbiato.

Per tale motivo Michele decise di sottoporsi a un trattamento di chirurgia estetica di blefaroplastica.

A tal fine, su consiglio di una sua collega, contattò uno dei chirurghi plastici più conosciuti a Milano.

Durante la prima visita medica, Michele manifestò al medico tutti i suoi timori nel sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica.

La sua preoccupazione era anche per possibili effetti collaterali che gli avrebbero causato problemi nel lavoro.

Il medico lo rassicurò sul fatto di avere eseguito centinaia d’interventi estetici di blefaroplastica e di non avere mai commesso un errore.

Rassicurato dalle parole del chirurgo, Michele si sottopose all’intervento di blefaroplastica in una nota clinica privata di Milano.

L’intervento fu eseguito in anestesia generale e durò tre ore.
Nei giorni successivi il recupero fu veloce e tutto procedette per il meglio.

Durante la prima settimana Michele restò a casa dal lavoro sia per precauzione di possibili effetti collaterali.

Al primo controllo chirurgico Michele ebbe una brutta sorpresa: rimossi i cerotti notò che le palpebre inferiori erano rosse ed era visibile la parte inferiore dell’occhio.

A tale vista Michele ebbe un mancamento e comprese di aver subito un Danno da errore tecnico nella blefaroplastica; con un filo di voce esclamò “assomiglio a un cane bulldozer”.

Il chirurgo spiegò a Michele che quella situazione fosse transitoria e dovuta all’edema delle palpebre.

Questo le appesantiva e le faceva scendere in basso e gli consigliò di eseguire dei massaggi.

Michele, molto scosso e preoccupato non riuscì a fare altre domande e seguendo il consiglio del chirurgo massaggiò le palpebre per le settimane successive.

Dopo tre mesi gli fu chiaro che le sue palpebre non sarebbero mai tornate in condizioni accettabili ed esteticamente piacevoli.
Persa la fiducia nel chirurgo, si rivolse al dott. Antonino Araco, chirurgo plastico estetico.

Diagnosticò la “ptosi palpebrale inferiore iatrogena” o “ectropion secondario a blefaroplastica” risultato di un Danno da errore nella blefaroplastica.

La paziente si rivolse allo studio Legale Clinica Giuridica, per ottenere il risarcimento dei danni subiti sulla base della responsabilità civile del medico.

Articolo tratto da:

Danno da errore blefaroplastica

 

Bell’articolo vero?!!

Descrive bene e in maniera dettagliata quello che è la vita di un paziente prima e dopo un intervento di chirurgia plastica.

Le proprie paure e le possibili conseguenze. Fortunatamente è un episodio di vita terminato con il lieto fine!

Ma questo articolo, oltre ad essere bello perchè ha un lieto fine, mi è molto utile per introdurre l’argomento di cui voglio parlarti.

 

SE SEI UN CHIRURGO PLASTICO, ALLORA NON PUOI FAR A MENO DI LEGGERE QUANTO SEGUE.

Devi sapere che, notizie come queste ti colpiscono ogni giorno senza che te ne renda neanche conto, minando pericolosamente gli introiti del tuo studio medico.

Chiaro che il chirurgo che ha effettuato l’intervento in questione non sei tu. (spero)

Chiaro che non tutti i chirurghi sono uguali e che questi episodi sono incidenti,

Tutto vero..

..ma sono pur sempre incidenti realmente accaduti!!

Attenzione, non ti sto parlando del concetto di rischio, ma dell’incidente vero e proprio.

Gli episodi negativi purtroppo alimentano un sacco di paura nella testa delle persone che, come prima reazione, rinunciano a priori ad una cosa di cui sono attratti, per EVITARE direttamente i RISCHI.

Nel nostro caso, quelli meno motivati, evitano di sottoporsi alla chirurgia plastica.

Che ci piaccia o meno, errori di questo tipo esistono, e ogni volta che accadono risuonano nella testa delle persone come il boato di un’ esplosione di dinamite sotto il tuo studio.

Esagero..forse no!

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